sabato 30 agosto 2008

Se un boy ama una girl

Continuiamo a indagare debolmente nel misterioso mondo dei boy e delle girl. La saggezza non è mai stata il mio forte, ma ho dato tanto per la ricerca, più di trenta ore... e poi mi intendo di pirla. E allora ci provo.
Uno dei difetti dell'essere umano che proprio non riesco a mandar giù è la pigrizia. La molle lentezza dell'accidia. E in fatto di indolenza, scusate se mi permetto, i maschi sanno essere dei fuoriclasse.
Credo che la palma d'oro spetti a un ex fidanzato della Molly che non si degnò mai di accompagnarla a casa perché non voleva spostare la macchina e rischiare di perdere il posteggio. Al limite la scortava in pullman... roba da manicomio criminale.
Certo, meglio lui che gli uomini senza patente. Se tu, essere per tua natura denominato maschio, non hai la patente per qualche motivo fisico, ok. Non ho rimostranze. Ma se la tua è solo pigrizia allo stato puro o, peggio ancora, sei animato da false convinzioni ecologiche, che peste ti colga. Io li detesto quelli che dicono: «No, io la macchina non la prendo perché inquina». Ok. È cosa buona e giusta. Allora muoviti a piedi, in bici, sul tapis roulant, usa il monopattino, veleggia in aliante, prova a spostarti nell'aria come il mago Copperfield, ma non stracciare l'esistenza a me chiedendomi di venire a prenderti sotto casa, immenso pirla che non sei altro! Fammi capire: per quale cavolo di motivo mai la mia auto non inquina e la tua sì? Tu sei pazzo, amico ciliegia, sei pazzo e pericoloso.
Poi i pigri doc hanno un altro vizio difficile da estirpare: svernano in bagno. Come le talpe di inverno nel loro cunicolo. Lì ci conservano collezioni complete di fumetti e numeri rarissimi di rotocalchi sportivi. Ci vorrebbe un'impresa di derattizzazione per stanarli.
C'è comunque una prova inconfutabile per verificare l'entità della pigrizia del vostro lui. Il modo in cui fa pipì. Datemi retta. Spiatelo. Se fa la pipì da seduto rassegnatevi. Se si stanca a fare quello, figuriamoci il resto.

venerdì 29 agosto 2008

luciana littizzetto - nives - nevica

Le iene - Luciana Littizzetto vs Anna Falchi

L'eleganza è dentro di te. Ma dove?

Avete aperto le finestre al nuovo sole? Ciurme di formichine ballicchiano sulle piastrelle del vostro cucinino? Vi innamorate inspiegabilmente di chiunque vi capiti a tiro? Bene. Vuol dire che è proprio arrivata la primavera. E mettiamo che un nuovo ipotetico lui vi inviti fuori. Cosa fare quando scatta il fatidico primo appuntamento?
Innanzi tutto non prendete un giorno di ferie per farvi belle. Non dico di arrivare da lui con un metro di ricrescita nero petrolio o l'orlo della mini smangiato, ma niente eccessi. Niente top viola ad acini e pampini, niente tacchi a ferro da calza o borsette di tapiro. Pochi gioielli e pochissime lampade. Non siete la Madonna d'Oropa. L'eleganza sta dentro di voi, mica nel pitone del vostro giubbino. Quando vi suona, fatelo aspettare. Non scendete con la foga della Compagnoni travolgendo i potus dei pianerottoli. E se non siete pronte, ci avete ancora il naso impastato con la maschera al mango e rondelle di cetrioli pigiate sulle orbite, non fatelo salire. L'idea di come sia il vostro nido dovrà accompagnare i suoi sogni per molto, moltissimo tempo. Lasciate che immagini dove vi accucciate la notte, dove vi tagliate le unghie dei piedi, dove vi ingozzate di testina di vitello. Se siete a cena e avete il presentimento che la vostra acconciatura stia pericolosamente franando, passatevi con nonchalance la mano tra i capelli. Evitate di spostarvi la frangia a suon di pernacchie. Se invece è il trucco a risentirne, non sfoderate il cofanetto portaombretti a margherita 70x70, sistemandolo sul piatto fondo. Levate le tende e restauratevi in bagno. E non schiacciatevi i punti neri approfittando dello specchione, che poi si vede! Non cercate di riempire i silenzi e trattenete le risate col risucchio. Guardate spesso l'orologio. Così. Per dare l'idea che il tempo con lui non è vero che non passa mai. E, a fine serata, non rovistate per dei quarti d'ora nella borsetta a secchiello fingendo di non trovare le chiavi. Salite e, se ci avete una voglia incontenibile di baci, avventatevi sul puff del salotto.

mercoledì 27 agosto 2008

Racchi o figoni?

Domanda del secolo: «È meglio stare con un uomo bello o con un uomo brutto?». Che sarebbe come dire: «Preferisci un Dolcetto di Dogliani Doc del '95 invecchiato in botti di rovere o un bicchiere di pioggia?».
Per evitare l'ovvio si scivola nel classico: «Preferisco un uomo magari non bello, ma interessante». Ed eccoci precipitati nel baratro. Quali sono gli uomini interessanti? Io ho maturato questo assioma: diconsi uomini «interessanti» coloro i quali mostrano in sé qualcosa di particolare e curioso. Quelli in pratica a cui puoi dire: «Che interessante...». Esempio: «Che interessante quel tuo naso a topinambur... quanti nei, sembri un dalmata, che interessante...» oppure: «Che interessante quel catalogo di pipe che tieni sotto al braccio...» o ancora meglio: «Che interessante quell'attico di trecento metri quadri che hai a Courmayeur».
Insomma che siano belli come gemelli di Andy Garcia o sexy come topini di campagna non ci frega... quello a cui tendiamo le nostre più o meno pargolette mani sono i dettagli, le sfumature. In amore sono importanti le piccole cose. Che ti regali un fiore? No, molto meno. Che si lavi i piedi, per esempio. Che non sia della banda della goccia e che tiri su l'asse quando va a far pipì, che eviti i défilé in calzino corto e pancera, che non esamini il fazzoletto dopo che si è soffiato il naso, che non si raschi la placca col tappo della bic e che quando russa si giri almeno dall'altra parte. Eh sì. Gli uomini sono espertissimi nelle piccole cose di pessimo gusto. Per loro intimità significa non nasconderti neanche un dettaglio della propria vita corporea. Una funzione normale dell'essere umano è digerire. Però non c'è bisogno che lo sappia tutto il condominio. Ma loro non ce la fanno. Ruttano come lavandini disgorgati dall'idraulico liquido e poi ti sorridono sereni, con la faccia da Braccobaldo Bau, magari chiamandoti tesoro. E per gli amanti della tradizione c'è sempre l'antico scherzetto del mignolino tirato. È proprio vero quel che dice il proverbio: «Amore, merda e cenere son tre cose tenere».

martedì 26 agosto 2008